Attacchi di panico

Come si riconosce l’attacco di panico?

La parola chiave è impedimento.  L’impedimento è quasi sempre qualcosa di molto semplice, comportamenti che si agiscono in automatico come attraversare la strada, guidare in galleria, entrare in un locale affollato… Il panico deriva dalla paura di non farcela e di non guarire. E’ disarmante perdere la propria autonomia e vivere nella sensazione di pericolo improvviso.

Si guarisce dagli attacchi di panico?

Assolutamente si, nel peggiore dei casi si riescono a gestire meglio al punto di condurre una vita senza limiti.

E’ lunga la terapia?

Non si può stabilire la durata di una terapia media, l’approccio da me utilizzato agisce a due livelli: esercizi che intervengono sul sintomo e colloqui che intervengono sulla causa. La causa spesso diventa terreno di conoscenza e di scoperta individuale, questa è una delle ragioni per le quali non si può definire un tempo medio.

E’ utile una terapia farmacologica?

In diversi casi sì. Molto spesso i pazienti con attacchi di panico sono stati inviati dal medico curante, nello studio di Milano – Porta Venezia, trattiamo i sintomi con un duplice approccio: medico e psicologico.

A cosa servono gli esercizi di rilassamento?

Un esercizio di rilassamento mirato può aiutare a due livelli: riequilibrare il respiro e scaricare la tensione muscolare che limita l’azione o con tecniche ad hoc, immagazzinare nel cervello la soluzione dell’attacco.

C’è una correlazione tra panico e stress?

Sì e va trattata in maniera molto diversa, la causa è il superamento della soglia di carico di responsabilità , gravosità emotive, pensieri ansiogeni ed è su quello che si lavora. Gli esercizi di respirazione e consapevolezza aiutano invece a dare benessere nel qui e ora.