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La solitudine, malessere contemporaneo

Un “malessere” ricorrente che appartiene al nostro millennio è la solitudine, lo annovero tra i malesseri perché nella solitudine forzata esiste una liaison continua tra il male, il dolore e il proprio essere. La solitudine porta al malessere se è subita e le si attribuiscono caratteristiche negative, ma la solitudine ha anche accezioni positive e diventa uno stile di vita ricercato, curato, una scelto.

Le persone dicono, “soffro di solitudine”, in quella frase c’è una precisa incapacità, il non sapere stare soli. In quest’ articolo non ci occupiamo delle cause profonde, ragioni fondamentali da indagare nel luogo terapeutico, ma dell’aspetto sociale e contemporaneo della solitudine.  Sapere stare soli è un’expertise emotiva necessaria, in un mondo relazionale in cui il contatto dal vivo diventa sempre più frammentato e raro. Il fenomeno abbraccia la generazione dei millenials, ma anche dagli over “40 in su. (altro…)

Autostima ed espressività

La nostra vita alla stregua di un opera d’arte, per esempio un quadro, merita la ricerca del tocco giusto, della pennellata adatta, della cura del particolare, insomma di uno sforzo per evitare la banalità, l’ovvietà dei nostri comportamenti.

Costa fatica, dubbi, e anche qualche rischio, ma si guadagna l’autenticità, la coscienza di essere in prima persona ad agire, e non una supposta forza esterna, sia essa la famiglia, la società, la cultura, l’inconscio o qualcos’altro. L’artista non impreca contro gli utensili del suo lavoro, semmai cerca una soluzione per utilizzarli al meglio: quelli si trova in mano, quelli cerca di usare. Il resto sono inutili perdite di tempo. Dal caffè che prepariamo la mattina al raggiungimento di un obiettivo aziendale, ogni occasione è buona per vivere la vita con questo atteggiamento. (altro…)

La Grande Ansia, lettura per iniziare

Un ansiolitico spesso non basta a togliere l’ansia,  può eliminare lo stato di agitazione per sostituirlo con un altro stato che a volte è poco reattivo, poco creativo e reattivo.

L’ansia è un output, un segnale che dovremmo ringraziare, che sta dicendo: aggiusta il tiro, stai andando controcorrente, altolà! Quando l’ansia intacca il corpo attraverso reazioni psicosomatiche, il sonno, la libido, la reattività sessuale, l’umore, il coraggio, è necessario darle retta!

L’ansia è generata da una paura da affrontare, paura che si sovrastima o si rimuove del tutto.

Per affrontarla si può agire a diversi livelli.

  1. un cambiamento radicale della delle proprie abitudini (‘effetto viaggio), ma l’ansia spesso blocca il cambiamento, persino la decisione di prenotare un volo, chiedere la ferie. Davanti l’ansia ci sono tanti piccoli ostacoli che potremmo riassumere in un secondo termine oltre la paura: l’incertezza di quello che può accadere se si agisce un cambiamento.
  2. Liberare la mente e scaricare le tensioni attraverso esercizi aerobici, fisici, in generale esercizi di scarica energetica. Importante la respirazione, che non comprima lo stato fisico generato dallo stato ansioso ma uscire, scaricando la tensione e liberando le endorfine.
  3. 3.      La meditazione, chi sa meditare sa affrontare l’ansia a un livello sottile. Le  tecniche meditative agiscono a livelli diversi ma spesso sono i medesimi con nomi diversi a seconda della scuola di pensiero. Anche alcuni tipi di arti marziali sono un toccasana per l’ansia, preferibilmente non nella fase cruciale ma per il mantenimento psicofisico e di una buona centratura di se stessi.
  4. Comprendere la causa che genera ansia per eliminare l’effetto . Uno stato ansioso spesso è collegato con il passato, con un modo di essere appreso malgrado o involontariamente. Comprendere la causa significa liberarsi di un comportamento, convinzione, situazione che condiziona le scelte e il benessere della propria vita. Attraverso l’ansia si può crescere e cambiare in meglio, respirare aria nuova, relazionale, sentimentale, professionale. Un nuovo capitolo della propria biografia.

 

Cosa fare?

Scegliere il modo giusto per fare andare via l’ansia è già una scelta ansiogena,”e se sbaglio, sarà giusto”? L’ansia è l’anticamera dell’incertezza, occorre quindi per quanto è possibile dare uno start e iniziare!

Un modo completo per affrontare l’ansia dovrebbe contemplare almeno due dei quattro livelli sopra citati. Ognuno dei livelli agisce infatti in modo diverso e sono complementari.

Nella personale esperienza, la “cura” antiansia contempla una “prescrizione”   in cui si agisce a più livelli. Il corpo è collegato alla mente e viceversa, affrontare la propria ansia è prendersi cura di ambedue, senza delegare a un rimedio esterno. Chi vive uno stato d’ansia spesso non è compreso, è percepito come esagerazione, vengono dati consigli difficili da mettere in pratica perché l’ansia in se blocca.  Insieme alla “prescrizione” di cui sopra, la terapia si basa su un ascolto preciso, attento, intimo, non giudicante, accompagnamento e guida verso la risoluzione del problema.

L’obiettivo a breve termine è far sparire lo stato ansiogeno, quello più profondo e a lunga durata  è sapere gestire meglio una parte di sé, avere il coraggio di modificare una parte delle proprie abitudini, sottrarre o aggiungere, in due sole parole: vivere meglio!

Antonella Galletta

Felici con poco

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Work shop Camera del lavoro Milano.

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Grazie alla crisi c’è un nuovo risveglio, superata la paura del “cosa sta succedendo, come far fronte, tutto va a rotoli” subentra l’arte di arrangiarsi, chi migra per lidi stranieri, chi si chiede ripetutamente “chi me lo fa fare, sino a cambiare mestiere. (altro…)

Viva la Menopausa!

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Ciclo conferenze Psicoterapia e dintorni Milano.

Cambiamento incontrollabile, perdita, l’anticamera della vecchiaia, questi sono pensieri ricorrenti di chi ancora non affronta positivamente la propria menopausa.

I cambiamenti fisiologici esistono e alcuni sono misurabili, non altrettanto sono le risposte comportamentali, in quanto l’adattamento è soggettivo e risponde a soglie psicologiche simili a quelle del dolore che hanno una forte componente psicologica e culturale. (altro…)

Dal libro “Rimettersi in gioco”

Dal libro “Rimettersi in gioco” di Antonella Galletta – editore De Vecchi 2007
Capitolo 10° Lasciarsi attraversare dal mondo.

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“Mi sono guardata allo specchio ed ho scoperto che avevo i capelli bianchi, era un grosso ciuffo bianco, sorprendente non me ne ero accorta prima”. Questa era un’affermazione di una giovane donna che aveva vissuto drammaticamente un fallimento imprenditoriale. A volte basta molto meno di un fallimento per accorgersi di lasciare per strada la propria vita. (altro…)

L’adattamento creativo

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Ciclo di conferenze Psicoterapia e dintorni.

Creativo non perché la soluzione sia nel bricolage, decoupage, hobby ed affini, ma perché da uno stato definito, ad esempio dipendente o imprenditore, si passa ad un altro stato. Se diamo allo stato un accezione fisica, si passa da uno stato fisico all’altro, da un campo energetico all’altro, da una situazione definita ad un’altra da definire. Creare altro, dare forma quindi a diverse visioni, prospettive, pensieri… (altro…)

Si chiama fortuna?

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Ciclo conferenze Psicoterapia e dintorni- Milano.

Quest’anno a Sassuolo al festival della filosofia il tema è stato la Fortuna, “questioni di fortuna”.

Intanto cosa è la fortuna o meglio, esiste un modo per farsi trovare dalla Dea bendata ?

Dove dimora o si nasconde la fortuna? (altro…)

WE CAN, senza scopiazzature

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Web Voglioviverecosì.

Quando scrissi Ricomincio da me, a suon di speranze e scommesse andava avanti la kermesse dell’elezioni dei nuovo Presidente degli Stati Uniti D’America.

Lo slogan della campagna di Obama era forte, d’appel, semplice e, nel marasma dei claim elettoriali si distingueva. Pensai, ecco il vantaggio del pensiero semplice, le agenzie di comunicazione americane riescono a “partorire” claim semplici ed efficaci, che arrivano al dunque senza troppi fronzoli. (altro…)

Coraggio o altro?

di Antonella Galletta Psicologa Milano / Ciclo di conferenze Psicoterapia e dintorni.

Iniziamo da una storia, una storia di trent’anni fa.

Lei aveva deciso di laurearsi a 21 anni, e nella sua progettualità ritenuta un po’ folle, decise di imparare dal mondo prima di decidere veramente cosa fare da grande, esperienze on the road per cinque anni. (altro…)